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Illustrazione a cura di Michele Marchionne

Gli Eodhin, abitanti del pianeta Eod, giunsero su Aunthur circa vent’anni prima dell’ascesa del ventunesimo Domithrill, Rhei.

 

Creature alquanto particolari, e dall’intelligenza più unica che rara, sono dotati di una singolare empatia che li contraddistingue fra i popoli del sistema planetario che orbita attorno ai cinque soli. È un popolo molto riservato e difficilmente stringe rapporti con creature di razza differente, se qualcuno è in grado di entrare nella loro cerchia e conquistare la loro fiducia, però, risultano essere molto generosi.

La storia di questo popolo lascia i più senza parole. Gli Ombrhal’mir, infatti, alla ricerca di ciò che veniva chiamato “Il Contenitore”, pensando che questo fosse in possesso degli Eodhin, distrussero l’intero pianeta quando scoprirono che il suo popolo si stava dando alla fuga. Gli Eodhin riuscirono a evadere Eod in duecento su un’astronave di fortuna ma, intercettati dagli Ombrhal’mir, precipitarono schiantandosi nel bel mezzo del Bosco di Es e formando il cratere dove tutt’ora vivono.

Chiunque li incontra, alla sola vista, ne resta estasiato. Appaiono come creature molto eleganti, alte in media due metri, dalla pelle liscia e di color verde acqua. Sono privi di cavità nasali, ma la loro epidermide è ricca di minuscoli forellini da dove assorbono le molecole di ossigeno. La loro voce, seppur privi di bocca, si manifesta chiara e melodica; ma nessuno sino ad ora sa se questa si espande per vie telepatiche o tramite vibrazioni di tessuti simili alle corde vocali. Ciò che ammalia di più del popolo degli Eodhin, però, restano i loro occhi: un fenomeno del tutto inspiegabile ove nelle profonde iridi nere fluttuano splendide galassie in movimento.

© 2016/2017 Medeiros G. Dario

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